Credo che non esista cosa più bella al mondo del Sud. I colori, i profumi, i suoni, le parole e le città, i mari e le persone, l’amore e la passione, il cibo e il caos. La tranquillità e la lentezza. La frenesia, l’ardore, le disfatte, la dignità. Chiedilo a chi c’è stato. Chiedilo a chi si è innamorato. Chiedilo a chi è partito mezzo ed è tornato pieno. Straripante. Chiedilo a chi è andato via, fuggito, scappato perchè saturo e stanco e ogni volta che sente vibrare nell’aria quell’accento, quasi ha un mancamento.

Il Sud non si potrà mai spiegare, non si potrà mai decifrare. L’unica cosa che si può fare è viverlo, immergersi. Ci sono le canzoni e le poesie che narrano di luoghi vitali e contraddizioni, di storie ribelli e decadenti, di miserie umane e atti eroici. Ci sono i territori, c’è il mare. Ci sono popoli che emigrano, che preparano valigie e zaini e vanno. Ci sono monti dove ci si barrica, ci si difende. Ci sono amori veri, veraci,intensi. Ci sono le barche, piccole e grandi, di naviganti e pescatori, con visi segnati dal sole che brucia.

La vita al Sud non è facile, non lo è mai stata. Storicamente. Tutti i Sud del mondo sono stati rapinati, stuprati e violentati. Quando andava bene, invece, erano semplicemente dimenticati. E in questa dimenticanza è nata la poesia di chi, a Sud, ci abitava, ci abita, ci abiterà. E badate bene, che la poesia è la forma d’arte più meravigliosa al mondo. La meraviglia, che bella questa parola no? E’ impossibile non meravigliarsi quando si va a Sud, quando visiti la pienezza di Napoli, quando ti addentri all’Habana, o sei nei vicoli di Port Louis nelle Mauritius, o in mezzo alle vie polverose dell’India, o respiri l’aria densa di Buenois Aires o ti perdi completamente nel mare di qualche isoletta del Mediterraneo. La meraviglia te la ritrovi ovunque. Ci sbatti la testa contro,forte.

Una estate a Sud è camminare nelle vie con i bambini e le bambine che giocano in costume a palla, si rincorrono urlanti, cadono, piangono, ridono e si bagnano con l’acqua. E’ l’odore del caffè la mattina presto, che esce dalle case, poco alla volta, con i risvegli freschi di una tenera alba. E’ il mare, affollato o deserto, pieno di vita o solitario, sono le calette, le spiagge lunghe di sabbia, le conche con i sassolini, la musica nelle casse dei ragazzi e delle ragazze sparate all’ennesima potenza, i motorini parcheggiati fuori, i profumi che escono dalle borse frigo, i cibi consumati collettivamente come atto di comunità. L’estate a Sud sono i balli, si danza ovunque, la musica la senti in ogni dove, i concerti, le balere improvvisate e i maxi eventi nelle piazze, i cantori con le chitarre in mano, le coppie che si baciano. I nonni e le nonne, i cugini che tornano. I racconti della vita di ognuno e ognuna, quei piccoli racconti resistenti delle proprie vite, di chi lavora o di chi un lavoro lo cerca, di chi non vuole lavorare, di chi si arrangia e ha paura, di chi si incazza e rovescia il piatto sul tavolo, di chi odia e di chi ama.

Un grande uomo, Emiliano Zapata, figura centrale della Rivoluzione Messicana ha detto, rivolgendosi al suo popolo, alle sue genti : ” Uomini e donne del Sud! E’ meglio morire in piedi che vivere in ginocchio.” Ogni giorno , il Sud, vive e muore in piedi. Ogni giorno le persone e i luoghi del Sud provano a strappare con forza quel diritto alla felicità che meritano, e ci riescono. Talvolta. Altre volte no, cadono. Ma nel cadere rimangono meraviglia. Ed è per questo , che amo i Sud. Perchè solo dove c’è meraviglia, c’è vita. Perchè dove tutto attorno provano a mettere deserti, a Sud si tenta sempre e comunque di far nascere un fiore.


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