C’era una volta un bruco.

Un bruco curioso, giallo a pois, con due occhi grandi color zaffiro e una lingua lunga quasi quanto il suo corpo ciccioso. Era un bruco talmente curioso che aveva sempre con sé uno zainetto, adagiato sulla sua pellaccia gelatinosa, che ad ogni balzetto e strisciata, ballonzolava di qua e di là, ma lo seguiva sempre. In ogni anfratto di fiori e erbette. E ogni qualvolta che usciva di casa, dalla sua tana, si caricava sul dorso lo zainetto. Oh, metti che devi partire per una piccola avventura, che fa, non ti porti lo zainetto? Eh no, bisogna essere pronti. Sempre.
Insomma, Lucio, il bruco curioso, da grande non voleva essere mica una farfalla. Voleva fare il bruco esploratore. Rimanere con la sua ciccetta a terra, strisciare ovunque. Piano. Lento. Per osservare bene tutto e tutti.
Mannaggia, tutti i bruchi e le bruche, però lo prendevano un pochino in giro. Ma che sei scemo che vuoi rimanere bruco? Noi bruchi, un giorno, saremo delle bellissime farfalle. Voleremo alte e felici, potremmo percorrere metri in pochi istanti e dall’alto guardaremo il mondo. Ma Lucio era perplesso. Perché guardare il mondo dall’alto, se si può esplorare standoci proprio dentro? E perché muoversi così veloci, addirittura due metri al minuto, se lui, piano piano, percorrendo centimetri all’ora, poteva assaporare tutta la rugiada del mondo e guardare divertito le erbette di campo agitarsi al vento? No no, lui rispondeva. Io da grande, col cavolo che faccio la farfalla. Io da grande faccio il bruco esploratore.

E così, passarono settimane e settimane, il piccolo Lucio, da piccolo bruco a pois ciccioso, divenne un grande brucone a pois molle molle molle, pronto quasi per farsi crisalide.

Ma, carissimi e carissime, Lucio ebbe un’idea. Geniale, come solo un bruco poteva avere. Ma se io mi sotterro, mi nascondo per bene, magari Madre Natura non si accorge di me, e non mi fa diventare farfalla.

Fu così che Lucio si andò a nascondere sotto terra. Ma proprio sotto sotto. Con il suo bel culone fece una super buca di 8 centimetri e si mise la. Nascosto. Zitto zitto. E aspettó.

Passarono i giorni e Lucio divenne lo stesso una crisalide. E ancora giorni e giorni e giorni. E dal bozzolo uscì una farfalla a pois. Cicciona e bella.
Ma senza ali. Forse stare lì sotto terra, in una posizione strana, aveva reso la crisalide un pochino stramba e le alette non si erano formate. Lucio, la farfalla senza ali.

Yuppie, disse Lucio. Finalmente ora sono un bruco esploratore. Andrò ovunque in questo prato. Lento, piano, esplorando ogni piccolo dettaglio. Che bello.

E così che visse, Lucio, felice e contento per tutta la sua vita, due giorni.

Perché, vedete, non è importante ciò che il mondo vuole tu diventi. Non è importante ciò che ti dicono di fare o non fare.

Ciò che conta davvero sei tu. Tu e quello che vuoi essere.

Perché in fondo, tu, puoi essere tutto ciò che vuoi. Anche un bruco esploratore a pois.


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