Il cuore era diviso a metà.

Da una parte c’era la voglia di esplorare, la libertà, il desiderio di conoscenza, di novità. Dall’altra era palese l’attrazione per l’amore, quello puro, una sorta di radice che ti permette di vivere sereno, insieme a quel bellissimo albero che aveva cresciuto, fatto diventare alto, forte.

E così che quel giorno, uscì di casa, sbuffante e pensieroso e andò a sedersi in stazione. Non doveva partire. Voleva solo trovare una panchina e sentire il suono dei treni, vedere le persone.
C’era chi partiva con zaini pesanti, chi era sola, chi piangeva e chi sorrideva. C’erano gruppetti di amici, signori che tornavano a casa, studenti che ascoltavano musica, genitori che festanti abbracciavano figli che rientravano in città, c’era tanta solitudine nei volti di qualcuno, molta tristezza. C’erano sorrisi, quanti denti si vedevano da quella panchina. Avete mai fissato i denti di un sorriso? Sono così perfetti nel loro essere differenti. Così atrocemente contagiosi.

Era li. Solo. Finché una bimba cinese non si sedette vicino. Il padre la raggiunse dopo un attimo. La bimba, allora, gli disse” Cosa cerchi? “. Dopo due istanti, si rialzò e correndo sulla banchina andò altrove, col padre che la seguiva trotterellando.

Cosa cercava?

Perchè quella bimba aveva rivolto quelle parole a lui?

Difficile rispondere. Ma quella domanda lo aveva sconquassato. Nel frattempo i treni arrivavano e partivano, la gente non si fermava. Tutto il mondo continuava a correre. Ma lui era fermo.

“Cosa cerco? Dove trovo quello che cerco? Devo cercare qualcosa?”

Si alzò, andò al bar. Ordinò un caffe. Chiese alla ragazza, giovane, che lavorava al bancone ” ma scusa, tu cerchi qualcosa nella tua vita?”
” Guarda, io per ora cerco di arrivare viva a fine turno, che sto qua da 10 ore e sono stanca, esausta. “

Stanchezza.
Forse anche lui era stanco. Forse, non aveva fatto mille caffè, non aveva iniziato a lavorare alle 5 di mattina come lei, ma era stanchissimo. Forse doveva ricaricarsi. Forse ricercava quello. Un carica batterie biologico.
Ma esiste? E dove si trova?

Lasció la stazione, e si buttò in strada.
Un caricabatterie, voleva un carica batterie, lo doveva trovare.

Nella vita non è importante la soluzione, ma comprendere gli indizi, ricercare le scie. La bimba, i treni, la barista. Tutto portava da qualche parte, e forse, era arrivato anche per lui, il momento di mettersi nuovamente in movimento.

Attenzione il treno per quello che cerchi è in partenza al binario 4. Allontanarsi dalla linea gialla.


0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *