Queste che leggete qui, sono solo alcune mie riflessioni, scritte di getto sul mio profilo Facebook, che potete leggere QUI .

E’ la mia vita, questa, quella che sto vivendo ora. In questo momento esatto. E tutto ciò che c’è attorno me lo porto nel cuore.

I quattro mesi di aspettativa che mi ero preso, stanno per finire. Domani rientro a lavoro. Il 2 Luglio, quella era la data prefissata. Quella data è arrivata. Ed è domani.
Quattro mesi in cui ho vissuto esperienze uniche, irripetibili ed emozionanti, che mi hanno portato in giro per il mondo, esplorando luoghi meravigliosi ma soprattutto provando a capirmi, come funziono, cosa voglio, cosa desidero, cosa non voglio e cosa mi manca. Tante cose sono andate bene, altre molto meno. Tante cose mi hanno reso felice e tante, invece, mi hanno rattristito. But It’s my life. E questo mi ripeto. Questo mi porto a casa di questi quattro mesi. Che la vita è una ed è un miscuglio di sensazioni, di colori, di sfumature, di periodi, di tempi. Ognuno di questi ha una funzione, ognuno serve a qualcosa. Sta solo a noi capire come utilizzarli e dove posizionarli.

Quattro mesi sono tanti, è vero. Ma forse non abbastanza.

Vorrei ringraziare la mia famiglia, mamma, papà, Anna. Che nonostante su tante cose non siano state d’accordo, a loro modo, mi hanno sempre supportato. Sempre. E non è facile. Non è facile avere un figlio che è in perenne movimento, che prendo lo zaino e parte. Che decide cose su cui non la si pensa allo stesso modo. Eppure ci sono. Eppure ci sono sempre.
Grazie a mia sorella Lilli e a mio fratello Manu, pronti a sorreggermi, a incitarmi, a consigliarmi. Sapere che ci siete voi, ad ogni mia caduta, pronti a rialzarmi, è fonte di sicurezza, di benessere. Avere voi, lunga la mia strada, dalla mia parte è tutto quello di cui ho bisogno.
Grazie a tutte le persone che ho incontrato in questi mesi, lungo il cammino, con cui ho stretto amicizie, relazioni, con cui ho scambiato abbracci e idee. 
Grazie a Raffaele, Sivan, Davide, Julia, Elia, Luca. Con voi il mio viaggio in Asia ha avuto quel senso di libertà di cui, forse, avevo bisogno. Vi voglio bene, e sempre ve ne vorrò. Uno per uno, una per una.
Grazie Helena, Serena, Chiara, Aya, Valentina, Vee, grazie per il vostro tempo, per le risate assieme. Siete state, e siete, amiche. E lo sarete sempre.
Grazie alla mia ciurma vietnamita, capitanata da Pamela, la mia hermana, dal generale Mo e dalla subcomandante Charlie. Quei giorni restano nel mio cuore, scolpiti. E un pezzetto, è rimasto a voi. Grazie.
Grazie Giada, che continui a viaggiare, continui a dare dignità alle cose che fai. Che il tuo zaino e il tuo cuore ti portino sempre ovunque nel mondo ci sia un pezzetto di felicità da prendere.
Grazie alla combriccola di Cremona, alle compagne e ai compagni del Csa Dordoni, perchè oltre l’attivismo, ci sono relazioni di amore. Amore puro. E noi amiamo fortissimo. 
Grazie ai luoghi che mi hanno accolto, grazie a Genova, grazie alla mia terra abruzzese, grazie a Brescia, grazie a Verona, grazie alla Val di Susa, grazie alla Puglia, grazie a Milano, grazie a Roma, grazie a Parma.
Grazie Lucio, Francesco, Claudia, Michi, Greta, Roberto, Giulia, Luca, Andrea, Donatella.
Grazie al mare, che mi ha dato una culla su cui riposare, su cui rilassarmi. Il mare è nelle mie vene. 
Grazie ai Paesi Baschi e soprattutto grazie a Marc, che con amore e pazienza, mi ha fatto conoscere e innamorare della sua terra. 
Grazie alle disavventure che ho incontrato lungo questi 4 mesi, ai momenti di pianto, di sconforto, di tristezza e di dolore. Perchè quelli che dicono che la vita è solo sorriso, dicono cazzate. Non è così. E menomale, perchè è grazie a questi momenti, che la mia rotta si è modificata, ha cambiato stile. Solo se cadi puoi rialzarti.

Domani torno a lavoro. Sono un educatore, lavoro con le parole, la relazione. E parlare, oltre che scrivere, è l’unica cosa che so fare. E mi sta bene così. Non so se resterò fermo per un giorno, una settimana, un mese o un anno. Non so se resterò fermo ancora.In testa, come sempre, mi frullano mille cose, mille sogni, mille idee e chissà se vincerò la mia pigrizia e riuscirò a realizzarli. So, però, che questi quattro mesi sono stati un turbinio di emozioni. Talmente tante che se dovessi elencarle tutte ci vorrebbero anni.

Questi sono solo quattro mesi, quattro. Prima e dopo c’è tanto altro. C’è tutto, a dire il vero. C’è un cuore che batte. Persone. Relazioni. Affetti. Amore. Lavoro. Politica. Sentimenti. Rabbia. Case. Lavori. Problemi. Lacrime. Gioie. Canzoni. Musiche. Balli. Cucine. Sud. Passeggiate. E qui restano, qui. Alcune sono sbiadite, altre spiccano fortissime, altre forse perse, altre chissà dove. Machissenefrega, ovunque siano ste cose. Io voglio tutto. Desidero tutto. Sogno tutto. Voglio riconquistare tutto. Pezzo dopo pezzo. Attimo dopo attimo.

Perchè se c’è una cosa vera che in questi mesi ho capito, è che non bisogna arrendersi mai di fronte a nulla, bisogna andare avanti a spinta, prendendoci tutto quello che vogliamo. E se perdiamo, si, perchè si perde anche, e io ho perso mille volte come un babbeo, beh se si perde, lo si ammette, si chiede scusa, ma non ci si arrende. Ci si riassetta e si ricomincia. Piano, poco alla volta. Ma si va avanti. Sempre.

It’s my life.

Grazie a tutti e tutte per questi quattro mesi, ma ora, scusatemi, ho una vita che ho trascorso prima, e tutta una vita davanti da vivere.

Con amore immenso, con rabbia diffusa e con tutta la mia voglia di cercare un pezzetto di felicità nel mondo.

#NeverStopExploring


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