Eravamo arrivati da poco, nemmeno qualche minuto a Skopje che già uno di noi mangiava un Burek. E beveva un caffè, espresso. L’aeroporto semi deserto. Piccolo ma ordinato. Nell’aria uno strano odore, quasi polveroso. Che però, in qualche modo attraeva, piaceva, sicuramente rendeva quel momento importante. Eravamo in Macedonia, uno dei Paesi dell’ex Jugoslavia, terra balcana ancora poco battuta.

Il nostro viaggio stava per iniziare ufficialmente.

[Qui trovate le mie foto sulla Macedonia]

Bojana in aereo ci aveva dato alcune dritte, raccontato qualche storia sul proprio Paese. Ci diceva dove andare e cosa vedere. Noi rispondevamo entusiasti. Ma sapevamo già che quattro giorni erano pochi per esplorare questo territorio così complesso. E così, la Macedonia ci entrò subito dentro, appena scendemmo dal bus che collegava l’aeroporto di Skopje con il centro città. Perché, scesi alla nostra fermata, ci rendemmo conto di essere precipitati in un film di Kusturica. Macchine old style, case particolarmente sconquassate, strade grigie. Mentre camminavamo per raggiungere l’ostello i palazzoni si scagliavano possenti ai nostri piedi.

[Per cambiare gli Euro in Dinari Macedoni vi sconsiglio di farlo in aereporto. Il cambio è molto sfavorevole. Prelevate direttamente da un Atm o cambiateli in città a Skopje o a Ohrid.]

Skopje è la Capitale della Macedonia. La metà dei macedoni vive qui. Il centro è molto carino, pieno di bei palazzi, statue e fontane. Attraversando il fiume, si accede alla zona del vecchio Bazar, molto caratteristica e tutta pedonale. Mangiare costa pochissimo. Così come bere. La sera ci sono molti locali e club.

Statue, statue ovunque. Non avevamo mai visto così tante statute in una città. In ogni centimetro, dovunque ci sia un po di spazio, statue. Anche in posti strambi, magari senza senso. Eppure, erano lì. Conoscemmo altri viaggiatori, viaggiatrici. Le due notti a Skopje passarono veloci, tra club, alcol, discorsi sulla politica e sui nostri desideri, sugli amati viaggi e su ciò che volevamo dalla nostre vite.

Vicino Skopje c’è Matka. Ci si arriva con un bus, che parte dalla stazione terminal centrale, che solo per trovarla ci abbiamo messo mezz’ora.
Matka è una meraviglia assurda. Un grandissimo canyon attraversato da un fiume/lago creato anni or sono da uno sbarramento di una diga, con un ecosistema unico nel suo genere. È possibile attraversare il canyon a piedi o in kayak e barca. Nelle sue acque pulitissime si nasconde la grotta sotterranea d’acqua più profonda al mondo, Vrelo. Dedicate una mezza giornata o un giorno intero alla sua esplorazione.

“Cosa ne pensi di Tito e della Ex Jugoslavia?”

“I miei genitori mi hanno sempre detto che quando c’era Tito, si stava bene, c’era una sorta di pace sociale, vivevamo senza particolari difficoltà, tutti o quasi lavoravano e avevano da che vivere. Ora non è più così.”

Queste, per farla breve, erano le risposte di alcuni e alcune giovani incontrati. La stessa risposta, invece, la davano gli adulti. Senza il pezzo dei genitori, ovviamente.

Da Skopje siamo poi scesi a Ohrid.

In bus ci si mette circa tre ore, pagando 9 euro.

Ohrid è un gioiellino di 30.000 anime, bagnata dalle acque cristalline del lago omonimo. Stradine acciotolate, chiesette e monasteri, antiche rovine romane, castelli e palazzi stupendi sono tutti visitabili passeggiando. E, inoltre, si può fare il bagno nel lago, senza problemi, con spiaggette un po ovunque.
Vicino a Ohrid, ci sono Struga e Bitola. Che con il bus si raggiungono in mezz’ora la prima e un’ora la seconda. Il lago segna il confine con l’Albania, che si vede chiaramente dalla cittadina.

A Ohrid si deve assolutamente fare una cosa : camminare e ammirare il tramonto. Così facemmo. Camminammo su e giù per il paesino, ammirando e fotografando ciò che ci circondava. E poi ci sedemmo in riva al mare. Lo so, non era il mare. Ma per noi, in fondo, era come se fossimo seduti a guardare il mare. Le nostre storie si intrecciarono, scendemmo fin dentro le nostre anime. Alla fine si sa che il viaggio non è solo una scoperta di luoghi e territori, ma soprattutto un riscoprirsi dentro. Futuro e passato si scagliavano nelle nostre discussioni mentre il sole calava dietro Ohrid, facendo bellissimi giochi di luce sul lago.

[La Macedonia è sicuramente un paese molto strano, che vive tra un passato forte e un presente incerto. Molte persone che abbiamo incontrato, praticamente la maggior parte, per vari motivi ci dicevano che con la ex Jugoslavia si stava meglio. E questo fa riflettere molto.]

Consiglio un viaggio in Macedonia?

Assolutamente sì, soprattutto se, magari in due settimane o tre settimane, unite un giro nei Balcani (Albania, Kosovo, Serbia, Montenegro o Bosnia). Per la Macedonia non serve passaporto, ma solo carta d’identità ma il mio consiglio è quello di portare sempre il passaporto.

Insomma, visitare la Macedonia mi ha fatto venire una gran voglia di visitare anche tutti gli altri paesi della ex Jugoslavia.

Il mondo è troppo grande per rimanere fermi.


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